Novità fiscali

Bonus casa 2018

Bonus casa 2018

La proroga del bonus ristrutturazioni è una delle misure contenute nel testo ufficiale di Legge di Bilancio 2018, in vigore dal 1° gennaio 2018.

Anche per i lavori avviati a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al prossimo 31 dicembre sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.

A partire dal 1° gennaio 2019 il bonus per lavori di ristrutturazione edilizia tornerà alla misura originaria prevista dall’art. 16-bis del TUIR: la norma originaria prevede una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, fino al limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Con il decreto legge n. 83/2012 è stato, per la prima volta, portato al 50% il bonus ristrutturazioni e a 96.000 euro il tetto di spesa agevolata, seguito da numerose proroghe, ad ultimo quella prevista dalla Legge di Bilancio 2018.

Vediamo di seguito quali sono i lavori per cui spetta il bonus ristrutturazioni nel 2018 e quali gli altri bonus per lavori in casa prorogati con la Legge di Bilancio.

Visita fiscale, regole 2018

Visita fiscale, regole 2018

Cambiano le regole sulla visita fiscale: dal 13 gennaio 2018 entreranno in vigore i nuovi orari e non solo.

Ancora dieci giorni per informarsi bene sulle novità per la visita fiscale Inps: vademecum per datori di lavoro e dipendenti per non arrivare impreparati.

Il decreto n. 206/2017 presenta procedure innovative contro l’assenteismo stabilendo un giro di vite in materia di reperibilità.

Per quanto concerne il potere del datore di lavoro di richiedere la visita fiscale di controllo, questo è attivo fin dal primo giorno di malattia. La visita inoltre può essere disposta “con cadenza sistematica e ripetitiva” anche a ridosso di festivi o nei giorni di riposo settimanale. Particolarmente a rischio controllo sono le malattie di venerdì o lunedì perché, intuitivamente, sono più sospette. Attenzione perché dopo aver ricevuto la visita fiscale non si deve pensare di poter uscire senza rischi: il medico può anche bussare nuovamente, nella stessa giornata, alla porta del lavoratore malato o presunto tale e vigono le stesse regole di reperibilità. E veniamo proprio agli orari di reperibilità.

Gli orari in cui i lavoratori in malattia sono soggetti a visite fiscali cambiano tra dipendenti pubblici e privati. Per i primi l’obbligo di non allontanarsi dal domicilio dichiarato va dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (vale anche per festivi e non lavorativi). Sul fronte della PA quindi le fasce di reperibilità restano invariate. I dipendenti privati invece saranno soggetti a visita fiscale solo durante quattro ore nell’arco della giornata ovvero dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.
Restano le eccezioni all’obbligo di reperibilità previste ad esempio per invalidi oltre il 67% e patologie gravi che necessitano di terapie salvavita.
Il dipendente non reperibile troverà al proprio domicilio l’invito a sottoporsi alla visita ambulatoriale.

Aprire una Partita IVA nel 2018

Aprire una Partita IVA nel 2018

Prima di entrare nel vivo della guida, bisogna capire quando è obbligatorio aprire la partita Iva. Secondo l’articolo 5 DPR 633/72 un lavoratore autonomo è obbligato ad avere una partita IVA quando svolge un’attività autonoma in maniera abituale e professionale, anche se questa attività lavorativa è svolta in modo non esclusivo o continuativo.

Aprire una partita IVA nel 2018 è davvero molto semplice ma sopratutto gratuito. Infatti, è possibile richiedere l’apertura della propria partita IVA direttamente online. Le procedure da seguire sono:

  • Recarsi sul sito web dell’Agenzia delle Entrate e compilare il modello di inizio attività ossia il modello AA9/12 e il modello AA7/10;
  • Registrarsi su Fiscoonline;

In alternativa, è possibile chiedere direttamente ad un commercialista l’apertura della propria partita Iva. Terminate le procedure precedentemente elencate, i tempi di assegnazione della partita IVA sono molto veloci, poichè l’Agenzia delle Entrate rilascerà il numero della Partita Iva direttamente tramite la vostra PEC.

Le modalità per aprire una partita Iva cambia a seconda dell’attività produttiva. Infatti se si tratta di un libero professionista le modalità sono quelle elencate in precedenza, mentre se l’apertura della Partita Iva riguarda una ditta Individuale oppure un’altra tipologia di azienda, essa dovrà essere effettuata tramite comunicazione unica e quindi da un professionista del settore.

 

Arriva il Bonus pubblicità per StartUp e PMI

Arriva il Bonus pubblicità per StartUp e PMI

La pubblicità è l’anima del commercio, diceva Henry Ford. Ebbene anche il Governo la pensa allo stesso modo. Infatti per la prima volta nella legge di Bilancio di quest’ anno viene dato spazio al mondo della comunicazione con una importante novità, il riconoscimento di misure agevolative nei confronti di tutti coloro che investiranno in advertising in tv e radio, nonché su quotidiani e magazine cartacei e online.

Novità nella novità è che il bonus pubblicità non è rivolto solo agli investimenti pubblicitari del prossimo anno, ma anche a quelli effettuati tra il 24 giugno e il 31 dicembre 2017. E per questo intervallo di tempo l’ammontare totale detraibile ammonta a 20 milioni di euro.

Per chi effettua investimenti pubblicitari dal 24 giugno al 31 dicembre 2017 è previsto il bonus pubblicità. Si tratta di un credito di imposta da scontare sulle tasse che verranno corrisposte a luglio 2018. L’importo dello sconto è pari al 75% per tutti i contribuenti e al 90% per microimprese, pmi e start-up innovative. Il bonus vale sia per l’acquisto di spazi pubblicitari su testate giornalistiche di carta, sia su quelle online (che, a parità di prezzo, consentono una maggiore permanenza dell’inserzione).

Questo significa che se un’azienda intende acquistare un trafiletto, una o più colonne o un’intera pagina su una rivista o un quotidiano, il 75% della spesa le sarà pagata dallo Stato. Per la piena operatività della norma agevolativa bisogna comunque aspettare il Decreto attuativo del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) che dovrà stabilire modalità e criteri di attuazione, con particolare riguardo a tipologie di investimenti ammessi al beneficio.